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Viaggio nell’ Italia imaginata

03 May
Viaggio nell’ Italia imaginata

Questo è un racconto del mio viaggio. Sultanto mia piccola esperienza divisa con voi.

“È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.”

Italo Calvino

 

Roma

La cittá imaginata

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La città offre tutta la sua bellezza e potenza senza pudore, come si fosse una grande opera

d’arte elaborata tra i secoli di sogni di grandezza di artisti e di papi. La cittá obbliga al spettatore afermarsi e riparare nelle sue multipli bordi, a ricorrere sui antiche strade, a sospirare per un amore perso di fronte a ciascuna delle sue tante fontane.

Roma anche tra tanti marmo e spettacoli, si nascondi, appare che le sue cuore è davanti tequando scopri un altra città bianca, la superbia piazza di san Pietro, ma in vece, il camminante capisce a la fine della sera, stanco e perso nelle sue multiple strade che Roma ha l’orgoglio di unadonna inespugnabile. Ogni giorno da due mille anni fa, arrivano alle sue muri, senza che lei sia sconfitta, truppe di belli ragazzi di capelli arancione e gnocchi rossi, che vagano per la Via Appia come i cavalli, ridono, mangiando un gelato e facendosi la foto di fronte al Panteon, guardano affascinati gli affreschi della cappella sestina senza potere capire come fu dipinta per un solo genio, trovano idoli de dimenticati dei nelle buio delle catacombe senza ascoltare la guida che racconta la storia di come San Clemente e diventano marmo in un sussurrò staccato.

Bene si dice che tutte le strade portano a Roma. La cittá eterna è il nodo gordiano dei camini.

Qui arrivano di tutti i confini del mondo i viaggiatori, ciascuno guidato per il suo propio desiderio. I giapponesi con il suo sguardo tagliente, acuto e trasparente rendendo la sua conquista del Westcon le sue camere; ci sono dei arabi co tutta sua tribù , dei indiani de occhi marroni, e  dei africani chi dopo traversare il oceano e il deserto, hanno fermato il loro infinito divagare sulla piazza Spagna per vendere merce ai turisti; anche dei tedeschi, irreparabilmente innamorati del sguardo della pietà de Michelangelo, per questo si riuniscono e bevono cafe alla luce dorata dil tramonto sul la piazza San Pietro, con la speranza di tornare al stesso punto ogni anno e sospirare per la sua incorruttibile bellezza. Tutti i desideri dei viaggiatori s’ incrociano qua, tutti vengono senza rendessi conto che Roma è eterna perché come un specchio, riflessa  all’ infinito tutti i sogni nel loro sguardo.

 

Assisi

la casa seminata nella roca

La città di Assisi si eleva alta nel cielo, scolpita nella roca grigia da sempre. Piove. Mentre L’acqua gelata lava la faccia delle murature medievale, i pellegrini cercano un rifugio. La chiesa di Santa Clara offre la sua faccia rossa come si fosse un fuoco per riscaldare ai trepidanti.

La immagine di Cristo dorato con i bracchi aperti a qualunque che ha bisogno di lui, saluta il faticato e gli da animo per continuare il suo percorso tra le strade piene di recessi, che rimangono nel tempo dove cavalieri lottavano per il amore della loro donna, le madonne morivano di amore e i fratti ascoltavano la voce de Dio nelle croce. Attraverso la cittadella si arriva al,destino finale, la casa di San Francesco. Qua, il pellegrino lascia suo eterno divagare, si sente libero, in pace,come sicuro lo hanno fatto prima i cavalieri che cercavano il Graal. Se dimentica tutti i dolori fronte alla tomba dil santo tenendo questo cielo stellato sula testa, ripieno dil sguardo di Gesù dipintoper Giotto. Nel buio della chiesa se può sentire la certezza di una compagnia, la evidenzia dil lavoro di qualcuno, di molti anime tra i secoli, che hanno fatto la esperienza di sacrificio, per costruire questa bella casa, per dare una testimonianza a quelli che cercano un senso nella sua vita, le sue archi si alzano per dirli che rinunciare a tutto no sempre significa rimanere vuoto, ma guadagnare quello che veramente importa.

 

Firenze

La città nasconde ai passeggianti un cuore di Giglio dorato che brilla nel duomo di Santa Maria dei fiori. Intorno ai suo centro, Firenze si mostra come una donna presuntuosa della sua ricchezza. Appena se apre le sue porte piene di merce elegante, di gelaterie, di negozi di Dolce e gabbana, di Chanel, di gioielli, di pasticceria, di cioccolati, di profumo, di scarpe e di cafe sprezzo, tutti i desideri che la voglia può fare svenire, svengono insieme al passeggiante davanti delle sue vetrate. Però il incanto della città no rimane nelle sue strade, dove se affacciano bionde ragazze di occhi azzurri che ricordano in voce bassa ogni parola delle amore che dante professava a Beatrice. Invece la magia de Firenze corre acanto dei fiume Arno che la taglia come una spada. Nelle sue acque la città si guarda e brilla  sicura della sua bellezza di marmo scolpita per giganti, perciò da salti di fanciulla e ride di ponte in ponte, e si alza impavida sul suo campanile e grida al mondo la sua eterna giovinezza senza conosce il tremore della morte. Firenze si sa invincibile nella sua fascinazione.

 

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Siena

La cittá della regina. Niente accade nelle sue strade o piazze che fugga del sguardo attento della madre protettora dei Sienese. Con una mano tenera cura dei sui fedeli, col altra sostieni suo potere divino contra qualunque prove a fare male a suoi. Maledetto di questo, sia pappa o demone, la lupa sa guardare i suoi cuccioli. Nell ventre tenero della madre si ritrova la pace, il ombelico della terra. Sul tanto stenditi sulla Piazza del campo. Vedi como si alza  nella sua grandezza di petali rosa ,tutto sembra girare e coperti con il candore che traversa i mattoni rosse. Allora, sei scomparso nel  grembo, sicuro, dolce, caldo, chiudi gli occhi senza tremore delle morte,  sei nato di nuovo , sei uno dei sui figli per sempre.

 

Modena

Modena   ha il sapore della torta  fatta per la nonna e  il odore delle castagne bruciate e della vendimia. Le foglie che cadono vestono di dorato le strade come una vecchia cartolina. Sembra  che nel silenzio  la città sussurra ai visitatori nel orecchio i suoi segreti di antichi cavallieri crusati, persi nella memoria del tempo. Le sue strade sembrano annaffiate dil gusto dei vini , che rimangono nel buio  dell’ oblio, aspettando insonnoliti nella visione dei antichi re. Le altre città gridano ai quatro venti sua bellezza, Modena tace e sorride silenziosa perche sa che  le sue ossa  di marmo nascondono sangue reale e le sue vestiti sono di oro.  

 

Ravena

La città si incrocia disegnando cerci per confondere il ingenuo viaggiatore che non trova mai il centro di questo maze, dopo di che, ne le importa perdersi nelle sue vecchie strade di mosaico. Il visitatore si trova dunche come Teseo, perso nel labirinto, persegue la sua umbra aspettando trovarla nel prossimo incrocio delle multipli identiche piazze che compongono questo puzzle che è  la città. Dopo di tanti giorni, le persone rassegnati, si suicidanno lansandosi verso le murate o bene, dimenticano il suo originale desiderio di uscire e prendono un lavoro, adquistano una cassa e si maritano con una bella ragazza del verdi occhi sagaci chiamata Ariadna. Tra lunghi anni, questi  ravenessi con i sui figli construiscono un altra piazza che si aggiunge alle infite tesere del mosaico di Ravenna.

 

 

 

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