RSS

Rectas paralelas


Hoy te confirmo  que estaré aquí, 

que estaré por siempre a tu lado, 

aunque no lo sepas,

 aunque siempre te hayas sentido sola,

aunque nunca me cruce en tu camino.

Nunca y por siempre juntas.

 
Deja un comentario

Publicado por en mayo 9, 2016 en cajón de escritos

 

Colombia per italiani

Colombia per italiani

Voglio dividere con i miei amici italiani e con voi che volete sapere un po’ su i posti più belli nella Colombia,  alcune delle mie esperienze di viaggio, cosi possono conoscere su questi luoghi maravigliosi che nasconde questo paese dove avito. (ringranzio anche qualche domanda, correzione   o comentario), questa non è una web commerciale, sultanto un posto di una amateur.

Santa Marta

Rodadero

Questo piccolo paese, è lontano 15 minuti da Santa Marta, la città più antica della Colombia, nella costa del mare dei Caraibi. In questo posto c’e la maggioranza degli alberghi, dei restauranti per i turisti della zona. Li se può sfruttare del mare tropicale e anche di una bella spiaggia, dei mercatini di artefatti, centri commerciali, ospedale e chiesa, per qui vuole tutto a la lontananza di 10 minuti a piedi del albergo. Rodadero è un bel posto per restare tranquilli senza preoccuparsi di nient’altro che mangiare bene, ballare, fare una nuotata nel mare o dormire nella spiaggia. Il cibo e le bevande ci sono per sciogliere al fianco della spiaggia, per tutti i gusti e i prezzi. Ma, Rodadero anche è un posto iniziale per andare in giro e conoscere diversi luoghi vicini di ricchezza ecologica, come la riserva naturale Tayrona e i paesini tipici dove abitano oggigiorno popoli nativi come i kogui, i arahuachi, e un po’ più lontano al nord, i wayuu, nel deserto della Guajira.

El pase de diapositivas requiere JavaScript.


Playa Blanca

Sì proprio preferisce come me, nuotare in un posto più solitario e senza tanti venditori come a volte occorre a Rodadero, dal piccolo porto di Rodadero si può prendere una barca, che in 20 minuti vi lascia nella spiaggia chiamata “Playa Blanca”. Li c’è una spiaggia bianca de acqua limpida, frizzante, senza venditori ambulanti oggi minuti e con alcuni restauranti rustici che vendono pesce fritto con il riso di coco, patatine di banane fritte per il pranzo è bevande fredde per la sete. Per un giorno tranquillo di spiaggia non c’è bisogno di più di 20 dolari americani e se può tornare a Rodadero nelle barche quando vuoi.

El Acuario

Per i ragazzini e i bambini c’è la possibilità di godere con il show dei delfini nel Acuario vicino. Se arriva nella stessa barca che parte per la spiaggia bianca. Dei pesci stano bene mantenuti, e il posto è in generale piccolo e carino. Ci sono anche le foche giocatori, le squali e le tartarughe giganti, ma dipende dil gusto di ciascuno, si vi piace, potete passare un momento gradevole li con la famiglia.
Parco naturale e riserva ecologica Tayrona

Il parco Tayrona dista circa un ora della città di Santa Marta in macchina o in autobus. Non è un parco aperto a tutti perché è una riserva naturale e culturale. C’è bisogno di pagare la entrata, che e diaria e anche sta ristretta a un numero limitato di visitatori oggi giornata; ma vale tuttavia il impegno di alzarsi presto alla mattina perché e veramente bello. Nel parco che è grandissimo, si fa attività ecologiche come trekking, surfing, nuotare, o semplicemente accampamento. Nel parco c’e un piccolo popolo d’ indigeni kogui che vendono accessori artigianale e coco. Nel parco si è filmato il album dil cantante Carlos Vives, che aggiungo a continuazione, per che se possano fare una idea della bellezza del luogo.

La tierra del olvido

Isola di San Andrés, il mare dei sette colori

El pase de diapositivas requiere JavaScript.

San Andrés è una isola che se trova nel mare dei Caraibi. È lontana dalla Colombia continentale 700 km. Se arriva in aereo dalla cità di Bogotá, capitale della Colombia, in un volo di 2 hore senza scale. La isola non è molto grande, apenna ha 26 km di lunghezza, ma è molto carina e calda anche in tempi di pioggia, che non sono troppo lunghi (luglio e agosto). Al nord della isola, acanto il aeroporto, si trova la città propriamente, con i suoi restauranti, suoi famosi mercatini di dolce, profumi prestigiosi e bevute alcoolizzate di tutto il mondo in disconto di importazione, perché la isola è un porto libero di tasse da il 1957 nel governo del presidente Rojas Pinilla, per quello il nome del suo aeroporto. Al sud c’è la selva di mangle, e molti loghi per concoscere, come il museo della isola e la grotta del pirata Morgan.

mapa de San Andrés
Nella città anche c’è una buona offerta di alberghi per i turisti di tutti i prezzi, dal hotel Decamerón con il pacchetto tutto incluso, come piccoli alberghi e anche appartamenti  in affitto per giorni. Vicino al centro della città c’è una bella spiaggia lungo alla qualle se può nuotare, fare un bel sogno e la abbronzatura, anche bere qualcosa nei caffè de la zona. Il mare è bellissimo e la spiaggia è limpida. Attenzione sultanto a due cose, il caffè come voi lo conoscete non è molto popolare, dico, il spresso del matino con la brioche è difficile di trovare, se proprio lo vuoi, meglio andare dal caffè Juan Valdéz che se ubica vicino alla spiaggia; in oltre, si hai sete, meglio sempre comprare bevande in bottiglia sufficiente per ogni giornata, non bere mai acqua del rubinetto. San Andrés è una isola corallina che non ha nessuna fontana ne fiumi di acqua dolce, per questo quasi tutti il cibo, le bevande e L’aqua potabile arrivano de altri posti per barche, ma con tutto, sono moltissimi posti per mangiare bene e bere qualcosa, da acqua fino al popolare “coco loco”, un cocktail tipico della isola. Non dimenticarvi di provarlo.

sole e un mare iridicente

 

Il mare di San Andrés è famoso per essere il mare dei sette colori. Non lo ho abbia capito fino a quando lo ho visto, cambia subitamente di  azurro a un blu fluorescente. Tutto in torno alla isola c’e la barriera corallina, per questo il mare della isola ha una riquezza di fauna marina inimmaginabile per esplorare, e senza squali.  Per esempio, se vuoi avere una avventura vicina con le razze, i pesci e i coralli, ma non siete grandi buzzi, puoi andare al Acuario. Questo posto è unico perche puoi andare,sui tuoi piedi in mezzo del mare e tutti gli animali che abbiate visti nel film della sirenetta. C’e una via dove l’acqua è poco profonda, e i pesci di tutto tipo si avvicinano per salutarvi mentre camini fino a una piccola isola dove si può restare e darsi conto della belleza di quel mare con un cocoloco nelli mani. Per arrivare si paga poco ( tra 10 a 15 dolari americani) per un viaggio in barca di mezza ora che parte nel porto “Toninos” nella città.  Vi consiglio di prendere con voi un “snorkel” per vedere in primo piano il paisaggio marino.

Un altro posto dove si può nuotare con i pesci senza paura dil mare ne grandi conoscenza o denaro, è ” La piscina”. Questo e un posto rustico che si trova al sud est dell’ isola. Per arrivare c’e bisogno di andare in machina, taxi o autobus. Dal centro della città se prende mezz’ora di viaggio. Non é molto lussuoso, c’e la casetta dei patatine e bevande, dei taboli di legno e un posto di affitto di snorkel e venta del cibo per i pesci, non di più,  ma vale la pena. Per 2 dolari che costa la intrata, si può nuotare tutto il giorno in un mare calmo, senza ole, trasparente, pieno di pesci di tutti le forme  che sono felici di salutarvi e nuotare acanto a te.

 

Etiquetas: , , , , , , , , ,

A veces


A veces te deseo morder como un trozo de pan dulce recien horneado.

A veces tu lejania me hiela, como un aguacero improviso

A veces te quiero arrancar de raiz de mis ojos,

A veces no soporto la distancia entre mi cuerpo y tu cuerpo.

A veces estoy sedienta de tu aliento tras mi oreja.

Siempre te tengo presente, aunque nunca te he conocido.

 
Deja un comentario

Publicado por en mayo 4, 2016 en cajón de escritos

 

Viaggio nell’ Italia imaginata

Viaggio nell’ Italia imaginata

Questo è un racconto del mio viaggio. Sultanto mia piccola esperienza divisa con voi.

“È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.”

Italo Calvino

 

Roma

La cittá imaginata

rome-bridge-tiber

La città offre tutta la sua bellezza e potenza senza pudore, come si fosse una grande opera

d’arte elaborata tra i secoli di sogni di grandezza di artisti e di papi. La cittá obbliga al spettatore afermarsi e riparare nelle sue multipli bordi, a ricorrere sui antiche strade, a sospirare per un amore perso di fronte a ciascuna delle sue tante fontane.

Roma anche tra tanti marmo e spettacoli, si nascondi, appare che le sue cuore è davanti tequando scopri un altra città bianca, la superbia piazza di san Pietro, ma in vece, il camminante capisce a la fine della sera, stanco e perso nelle sue multiple strade che Roma ha l’orgoglio di unadonna inespugnabile. Ogni giorno da due mille anni fa, arrivano alle sue muri, senza che lei sia sconfitta, truppe di belli ragazzi di capelli arancione e gnocchi rossi, che vagano per la Via Appia come i cavalli, ridono, mangiando un gelato e facendosi la foto di fronte al Panteon, guardano affascinati gli affreschi della cappella sestina senza potere capire come fu dipinta per un solo genio, trovano idoli de dimenticati dei nelle buio delle catacombe senza ascoltare la guida che racconta la storia di come San Clemente e diventano marmo in un sussurrò staccato.

Bene si dice che tutte le strade portano a Roma. La cittá eterna è il nodo gordiano dei camini.

Qui arrivano di tutti i confini del mondo i viaggiatori, ciascuno guidato per il suo propio desiderio. I giapponesi con il suo sguardo tagliente, acuto e trasparente rendendo la sua conquista del Westcon le sue camere; ci sono dei arabi co tutta sua tribù , dei indiani de occhi marroni, e  dei africani chi dopo traversare il oceano e il deserto, hanno fermato il loro infinito divagare sulla piazza Spagna per vendere merce ai turisti; anche dei tedeschi, irreparabilmente innamorati del sguardo della pietà de Michelangelo, per questo si riuniscono e bevono cafe alla luce dorata dil tramonto sul la piazza San Pietro, con la speranza di tornare al stesso punto ogni anno e sospirare per la sua incorruttibile bellezza. Tutti i desideri dei viaggiatori s’ incrociano qua, tutti vengono senza rendessi conto che Roma è eterna perché come un specchio, riflessa  all’ infinito tutti i sogni nel loro sguardo.

 

Assisi

la casa seminata nella roca

La città di Assisi si eleva alta nel cielo, scolpita nella roca grigia da sempre. Piove. Mentre L’acqua gelata lava la faccia delle murature medievale, i pellegrini cercano un rifugio. La chiesa di Santa Clara offre la sua faccia rossa come si fosse un fuoco per riscaldare ai trepidanti.

La immagine di Cristo dorato con i bracchi aperti a qualunque che ha bisogno di lui, saluta il faticato e gli da animo per continuare il suo percorso tra le strade piene di recessi, che rimangono nel tempo dove cavalieri lottavano per il amore della loro donna, le madonne morivano di amore e i fratti ascoltavano la voce de Dio nelle croce. Attraverso la cittadella si arriva al,destino finale, la casa di San Francesco. Qua, il pellegrino lascia suo eterno divagare, si sente libero, in pace,come sicuro lo hanno fatto prima i cavalieri che cercavano il Graal. Se dimentica tutti i dolori fronte alla tomba dil santo tenendo questo cielo stellato sula testa, ripieno dil sguardo di Gesù dipintoper Giotto. Nel buio della chiesa se può sentire la certezza di una compagnia, la evidenzia dil lavoro di qualcuno, di molti anime tra i secoli, che hanno fatto la esperienza di sacrificio, per costruire questa bella casa, per dare una testimonianza a quelli che cercano un senso nella sua vita, le sue archi si alzano per dirli che rinunciare a tutto no sempre significa rimanere vuoto, ma guadagnare quello che veramente importa.

 

Firenze

La città nasconde ai passeggianti un cuore di Giglio dorato che brilla nel duomo di Santa Maria dei fiori. Intorno ai suo centro, Firenze si mostra come una donna presuntuosa della sua ricchezza. Appena se apre le sue porte piene di merce elegante, di gelaterie, di negozi di Dolce e gabbana, di Chanel, di gioielli, di pasticceria, di cioccolati, di profumo, di scarpe e di cafe sprezzo, tutti i desideri che la voglia può fare svenire, svengono insieme al passeggiante davanti delle sue vetrate. Però il incanto della città no rimane nelle sue strade, dove se affacciano bionde ragazze di occhi azzurri che ricordano in voce bassa ogni parola delle amore che dante professava a Beatrice. Invece la magia de Firenze corre acanto dei fiume Arno che la taglia come una spada. Nelle sue acque la città si guarda e brilla  sicura della sua bellezza di marmo scolpita per giganti, perciò da salti di fanciulla e ride di ponte in ponte, e si alza impavida sul suo campanile e grida al mondo la sua eterna giovinezza senza conosce il tremore della morte. Firenze si sa invincibile nella sua fascinazione.

 

toscana_firenze1_tango7174

Siena

La cittá della regina. Niente accade nelle sue strade o piazze che fugga del sguardo attento della madre protettora dei Sienese. Con una mano tenera cura dei sui fedeli, col altra sostieni suo potere divino contra qualunque prove a fare male a suoi. Maledetto di questo, sia pappa o demone, la lupa sa guardare i suoi cuccioli. Nell ventre tenero della madre si ritrova la pace, il ombelico della terra. Sul tanto stenditi sulla Piazza del campo. Vedi como si alza  nella sua grandezza di petali rosa ,tutto sembra girare e coperti con il candore che traversa i mattoni rosse. Allora, sei scomparso nel  grembo, sicuro, dolce, caldo, chiudi gli occhi senza tremore delle morte,  sei nato di nuovo , sei uno dei sui figli per sempre.

 

Modena

Modena   ha il sapore della torta  fatta per la nonna e  il odore delle castagne bruciate e della vendimia. Le foglie che cadono vestono di dorato le strade come una vecchia cartolina. Sembra  che nel silenzio  la città sussurra ai visitatori nel orecchio i suoi segreti di antichi cavallieri crusati, persi nella memoria del tempo. Le sue strade sembrano annaffiate dil gusto dei vini , che rimangono nel buio  dell’ oblio, aspettando insonnoliti nella visione dei antichi re. Le altre città gridano ai quatro venti sua bellezza, Modena tace e sorride silenziosa perche sa che  le sue ossa  di marmo nascondono sangue reale e le sue vestiti sono di oro.  

 

Ravena

La città si incrocia disegnando cerci per confondere il ingenuo viaggiatore che non trova mai il centro di questo maze, dopo di che, ne le importa perdersi nelle sue vecchie strade di mosaico. Il visitatore si trova dunche come Teseo, perso nel labirinto, persegue la sua umbra aspettando trovarla nel prossimo incrocio delle multipli identiche piazze che compongono questo puzzle che è  la città. Dopo di tanti giorni, le persone rassegnati, si suicidanno lansandosi verso le murate o bene, dimenticano il suo originale desiderio di uscire e prendono un lavoro, adquistano una cassa e si maritano con una bella ragazza del verdi occhi sagaci chiamata Ariadna. Tra lunghi anni, questi  ravenessi con i sui figli construiscono un altra piazza che si aggiunge alle infite tesere del mosaico di Ravenna.

 

 

 

Etiquetas: , , , , , ,

Imagen

manzanita Envenenada


20140519-192110-69670600.jpg

Sin que me mires, te miro. Sin que me sientas, te siento. Sentada en una de las bancas, de espaldas a la carrera séptima y a la tienda de videos y el restaurante del gordo que ofrece arroz con coco y patacones y sábalo frito. Sentada en esa banca donde tantas tardes te he mirado sin que me mires mientras lees con paciencia una de las novelas de Roberto Burgos Cantor; mientras sigues las andanzas de esos personajes ahogados en un mar de espuma. ( Alberto Duque López. Manzanita envenenada. Los que cuentan. IDARTES. Libro al viento. 2008. pág.128)

 
Deja un comentario

Publicado por en mayo 3, 2016 en cajón de escritos

 

Sobre afganistán y sus sabios poetas: una lectura en Hoseinni


20140507-222917.jpg

“La razón no buscará un sendero sin esperanza,
es el amor quien se lanzará a este camino sin dudarlo.
(El amor) corre veloz, consumiéndose a si mismo sin remordimiento,
en la adversidad, como una piedra de molino.”

Rumi

Allá, ese Afganistán del cual se escucha de vez en cuando en los noticieros y del cual conocí su existencia desde ese fatídico 11 de septiembre; cuando en otro allá, tal vez en mi mente un poco más cercano, caía cual torre de papel por una mano infantil, el orgullo de una nación que siempre había creído invulnerable. Allá, ese día recordaron que también estaban tan inermes como cualquier otro pueblo al dolor y a la muerte. Sin embargo, su dolor de pueblo nuevo es muy diferente de la pena que reverbera desde hace siglos como un mantra en la tierra de Afganistán. Allá, las montañas han visto mil ejércitos “y mil soles esplendidos” han aprendido que la paz es un estado del alma, tal vez mucho más pronto de lo que sus habitantes han podido mantenerla en realidad. El devenir de este pueblo,que es muchos pueblos: mongoles, tayikos, Usbekos, urdos,pastunes, hazaras; siempre se ha entretenido en el ritmo trágico de la guerra.

Con todo, también descubrí que allá, frente a la fragilidad humana y a la devastación de la muerte que ha sido su fatalidad cotidiana y milenaria, también respira y canta un pueblo tan antiguo como hermoso y sabio. Muchos pensaran que solo escombros y pena los domina. Pero, gracias le sean dadas a los esfuerzos y la pluma refinada y paciente de Hoseinni, he comprendido  la belleza inscrita en su espíritu, que resiste a la destrucción belicosa como la piedra de amolar de Rumi, con el ritmo indomable del amor. Es un aprendizaje terrible y hermoso, como todas las cosas que son dignas de ser recordadas. Las palabras de sus sabios poetas aparecen en los personajes de Hoseinni, resultan dibujar un clima interior que adquieren los personajes en medio del naufragio y la continua zozobra a que se ven sometidos.

Aquí, en mi relativa comodidad lectora una y otra vez me preguntaba siguiendo la pena de Mariam y de Laila: ¿Cómo pueden resistir a los golpes del destino? , ¿cómo pueden seguir adelante?, ¿cómo se pueden sacrificar de esa manera y ver aun sentido en la vida, en la belleza y la alegría de una niña, en la noche estrellada y una mano compañera de infortunio? SÓlo llego a comprenderlo a través de los versos de Rumi, y la narrativa de Hoseinni, y en esa fuerza de las mujeres afganas que perfila la obra: Resistir, eso es lo que debes aprender le dice Nana a Mariam; pero lo que nunca aclara, es que solo se puede resistir,sin razón, más allá del sentido, en la fuerza del amor, ese que nace entre las mujeres y sus hijos, entre los hermanos distanciados, entre los amantes perdidos. Allí, ubica el universo de la novela Hosseini, en el abismo de la separación y el tiempo que se abre entre Pari y Abdulá. Los dos personajes actúan como vértices que estructuran en su separación  una narración múltiple, llena de voces diversas, pero todas en armonia bajo un mismo canto, el que entonaron los sabios sufies que empedraban las calles de Herat, el que resuena aun en los Budas mutilados de Bamiyan, en los muros destruidos de los minaretes y escuelas de Kabul, entre llamadas a la oración, entre misiles y bombas, entre los recuerdos que hilan los personajes de Hoseinni, y los emigrantes, entre los que se encuentra el mismo autor, mientras esperan,contra toda esperanza, que se materialice ese espacio de encuentro que canta Rumi, más allá de las buenas y las malas obras.

20140507-223257.jpg

20140507-223311.jpg

 
Deja un comentario

Publicado por en mayo 8, 2014 en cajón de escritos

 

Uno para todos y todos para uno


Los tres mosqueteros no eran tres. Eran tres más uno. O bien podría decir que D’artagnan no era mosquetero. No siempre vivieron juntos; no compartieron el mismo destino; eran muy distintos, pero siempre fueron amigos. Aun cuando escogieron caminos diferentes en la vida, su amistad no se rompió por el tiempo o la distancia. Aramis escogió tomar el hábito monacal, Athos decidió ser un buen padre y se retiró de la milicia, Portos se convirtió en un empresario de entretenimiento, diríamos ahora, y D’artagnan descubrió el difícil camino de ser un mosquetero en la corte de su majestad. No se vieron por años, no se hablaron, no se escribieron en el muro, ni se chateaban a diario. Con todo, sabemos que nunca se rompió la relación de hermandad entre estos personajes, que resistió las intrigas más terribles de la corte, la aspereza del olvido y de la guerra.

¿Por qué? se pueden preguntar porque estos personajes de Dumas son para nosotros una apología de la amistad. Yo creo que los une no solo las experiencias vividas, unas memorias entrelazadas, a estos seres los une un deseo de ser y romper con cualquier imposición sobre sus voluntades de ser hombres libres, ese anhelo de llegar hasta el final de sus sueños. Son hombres que se reconocieron como iguales en este deseo de vencer al mundo y de disfrutarlo al máximo, sin apabullarse por el dolor, la cobardía o la muerte. Por eso considero yo, que su amistad perdura y anima con el paso del tiempo nuestras lecturas.

Dicen que los buenos amigos, aun cuando haya pasado muchos años, se pueden reconocer por ello, por que comparten no solo memorias sino también porque comparten sueños. Así que, no importa si no te postean seguido en el Twitter o en tu cuenta de facebook, si no puedes verlos cada mañana en el puesto, al lado tuyo, si viven en Chile, Toscana o Moscú, o si se volvieron farmacéuticos. Tus amigos están unidos a ti en tu pasado y futuro cuando recuerdas, crees y te la juegas por esos sueños que compartieron alguna vez. Y pasarán los días, los años, envejecerás, se te caerá el pelo, engordarás hasta que alguna vez, te los encuentres en el metro o pasando la calle, los veas a los ojos, igualmente cambiados, pero aun así podrás sonreír y reconocerte en esa mirada amiga.

 

Etiquetas: , ,